La torta di mele

13 01 2008

Dopo lunghe considerazioni ho deciso di espormi al pubblico scherno raccontandovi un bellissimo frammento di vita vissuta.

Ieri sera ho deciso di farmi la torta di mele. Mia mamma la fa spesso e non mi sembra complicato.

Io poi uso quei preparati pronti che trovi al supermercato; aggiungi un uovo, un po’ di burro ed è fatta. Semplice no?

E invece è proprio nelle cose semplici che si nasconde il male. Perchè ci sono tutta una serie di cose che non ti scrivono sulle istruzioni che stanno sulla scatola. Nessuno ti dice che le mele una volta sbucciate diventano nere in meno di 1 minuto e quindi devi prepararle appena prima di metterle sul dolce e devi farlo velocemente. Per uno come me che è costretto a usare il pelapatate per sbucciare le mele capite che la cosa si presenta già difficile.

Nella confezione poi suggeriscono di usare le fruste elettriche o, in alternativa, un cucchiaio di legno. Avendo le fruste elettriche mi sono subito sentito un cuoco di livello superiore. Quello che non ti dicono è che almeno all’inizio l’impasto non è molto morbido e se non hai una terrina sufficientemente alta le fruste lanciano pezzi più o meno grandi di impasto a velocità da ritiro patente contro le pareti della cucina attaccandosi amorevolmente nei punti più impensabili. Dopo aelver disperso mezzo impasto in questo modo e aver rischiato di perdere il resto facendo scivolare la terrina dal piano della cucina (sporcando in questo modo anche qualche altro punto rimasto integro) sono finalmente riuscito ad ottenere il risultato voluto.

Un bell’impasto omogeneo da stendere sulla tortiera. La mia bellissima tortiera tonda tutta in acciaio con i bordi rimovibili e diametro 28. 28. Come 28. Accidenti, qui dicono che la tortiera deve essere 24 o 26. E ora?

Posso io spaventarmi per così poco? Mica l’impasto devo proprio stenderlo fino ai bordi? Mi fermo un po’ prima ed è fatta. Ed effettivamente così ho fatto. Col mio bel cucchiaio bagnato ho fatto un lavoro certosino. A questo punto ho messo tutte le mie belle fettine di mela, marroni ovviamente, avanzando un sacco di materiale. Certo, mezzo impasto è ancora attaccato alle piastrelle della cucina quindi ho sbucciato 4 mele inutilmente. Vabbè, una bella centrifuga di mele ha risolto il problema. La mia capacità artistica non è mai stata elevata e la distribuzione delle fette di mele sembra un quadro cubista ma in fondo tutti i grandi artisti sono stati incompresi. Certo è strano che a non comprendere la mia arte sia io stesso ma su questo c’è ancora margine di manovra.

Ovviamente appena messo in forno il tutto la pasta ha deciso di operare in autonomia contravvenendo alle mie volontà ed allargandosi fino ai bordi riducendo il dolce ad una specie di pizza sottile con delle mele sopra che, essendo aumentato lo spazio utile, stanno un po’ li come isole in un mare di impasto. Intervento urgente con lancio di una manciate di pezzi di mela dentro al forno a riempire i buchi e poi via per 45 minuti di cottura.

Sulle istruzioni suggeriscono di sciogliere della marmellata di albicocche in acqua bollente e spalmare il dolce prima di completare la cottura. Bello, solo che io ho solo marmellata di frutti di bosco. Guardo il dolce. Beh, le fette di mela tanto sono tutte scure. E allora giù con una bella spenellata di marmellata ai frutti di bosco.

Suona il timer del forno, finalmente la mia opera è pronta. Esteticamente forse si può ancora migliorare; diciamo che sembra una pizza ai frutti di bosco. Però il sapore è quello giusto, sa proprio di torta alle mele. E l’ho fatta io. E me la mangio io. Che non sarà bella ma una volta mangiata chi se lo ricorda che aspetto aveva. A questo punto non rimane che bonificare la cucina ed è fatta. Due lunghissime interminabili ore. E’ proprio vero, le grandi opere richiedono sacrificio.

Riassunto:

  • 20 minuti per preparare le mele
  • 20 minuti per preparare l’impasto
  • 5 minuti per preparare il tutto sulla teglia
  • 50 minuti per cuocere la torta
  • 120 minuti per bonificare la cucina

Se il tempo è denaro questa torta mi è costata come una torta da matrimonio fatta dalla migliore pasticceria di Treviso.

Però la mia torta l’ho fatta io e ogni scaraffone è bello a mamma sua. E ora me la mangio che non sarà bella ma è tanto buona!


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