da un grande potere derivano grandi responsabilità
tranquilli, non ho intenzione di parlare di spiderman 3. Uso questa frase come spunto di partenza per parlare di un caso particolare, quello del ciclista ivan basso, e buttare li qualche considerazione allargata. La storia la sapete tutti (se non la sapete sul memetracker di blogbabel trovate un sacco di info e in rete ancora di più).
Basso ha confessato di aver barato, o almeno di averci provato, ricorrendo al doping.
Cosa centra questo con la frase iniziale?
Beh, trovo che la frase sia assolutamente corretta. Chi possiede un grande potere ha anche la responsabilità di utilizzarlo nel modo giusto, poichè l’uso che ne fa ha impatti non solo su se stesso. Il potere assume varie forme; soldi, potere economico, politico, gloria, fama, popolarità e soprattutto talento. Sono tutte forme di potere. E tutte implicano una responsabilità. Ivan Basso è un ciclista di sicuro talento (scusate se non uso la parola sportivo, non mi sembra appropriata), è un vincitore ed è famoso. Sono tutte facce di un potere. Un potere che ha una forte influenza su chi pratica sport, soprattutto su tutti quei giovani che sudano sulle loro bici, nei campi di calcio o basket o in qualunque altro ambito. Sudano per cercare di diventare bravi come i loro idoli. Come Basso.
E questa gente ha una responsabilità; quello che fanno influenza questi ragazzi. Se bari, come in questo caso, fai passare il messaggio che per vincere tutto è ammesso. Che la vittoria è la cosa più importante. Il risultato è che molti ragazzi o decideranno che barare è il modo giusto per andare avanti oppure che tanto barano tutti e quindi è inutile continuare se non vuoi farlo anche tu.
Doparsi è un tradimento. Tutti noi dovremmo chiedere i danni a chi bara. Perchè ci toglie il bello delle vittorie a cui abbiamo assistito. Comportarsi in campo come certi calciatori è un tradimento. Influenzare gli arbitri è un tradimento. Simulare un fallo è un tradimento. Sono tutti comportamenti di gente che ha potere e viene meno alla sua responsabilità.
Leggo molte parole che sembrano quasi descrivere Basso come un eroe, per aver avuto il coraggio di confessare. Sento dire che non dobbiamo lasciarlo solo, che bisogna sostenerlo. Beh non ci sto. Se io rubo e poi confesso per tutti sono un criminale per aver rubato, non un erore per aver confessato.
Chi bara nello sport, in qualunque modo o forma, viene meno alla sua responsabilità. E confessare è solo fare il proprio dovere, non è un atto eroico. Eroico e non barare e accettare la sconfitta magari. Per cui per me Basso va punito, punto e basta. E anche severamente. Una seconda possibilità non la si nega a nessuno, per carità, ma io non crederò più alle sue vittorie. E come lui vanno puniti tutti coloro che barano, che si comportano in modo antisportivo, che mettono la vittoria davanti a tutto, il risultato davanti al gesto.
E’ utopia lo so. I tifosi, di qualunque sport, osannano i vincitori e dimenticano gli sconfitti. Il problema, forse, non è nemmeno Basso. Siamo noi. Noi che vogliamo la vittoria, che vogliamo la fama, che vogliamo l’umiliazione dello sconfitto. Noi che, non potendo averla, la vittoria, la pretendiamo dai nostri beniamini. Noi che alle partite di calcio dei ragazzini offendiamo gli arbitri. Noi che conosciamo solo due parole; vittoria e sconfitta. E nel mezzo niente.
Ecco perchè sto fuori dalla gara. Ecco perchè sono nessuno.