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nientenessuno.it » 2007 » Maggio

non c’è due senza tre

10 05 2007

ci siamo di nuovo. Il 18 maggio arriva la terza puntata del likemind di treviso.

L’appuntamento è al solito posto alla solita ora, cioè alle 8 del mattino. Questa volta speriamo di riuscire a sederci all’aperto.

miriam, michele spargete la voce. E speriamo riesca a venire anche luca.



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10 05 2007


9 05 2007

da un grande potere derivano grandi responsabilità

tranquilli, non ho intenzione di parlare di spiderman 3. Uso questa frase come spunto di partenza per parlare di un caso particolare, quello del ciclista ivan basso, e buttare li qualche considerazione allargata. La storia la sapete tutti (se non la sapete sul memetracker di blogbabel trovate un sacco di info e in rete ancora di più).

Basso ha confessato di aver barato, o almeno di averci provato, ricorrendo al doping.

Cosa centra questo con la frase iniziale?
Beh, trovo che la frase sia assolutamente corretta. Chi possiede un grande potere ha anche la responsabilità di utilizzarlo nel modo giusto, poichè l’uso che ne fa ha impatti non solo su se stesso. Il potere assume varie forme; soldi, potere economico, politico, gloria, fama, popolarità e soprattutto talento. Sono tutte forme di potere. E tutte implicano una responsabilità. Ivan Basso è un ciclista di sicuro talento (scusate se non uso la parola sportivo, non mi sembra appropriata), è un vincitore ed è famoso. Sono tutte facce di un potere. Un potere che ha una forte influenza su chi pratica sport, soprattutto su tutti quei giovani che sudano sulle loro bici, nei campi di calcio o basket o in qualunque altro ambito. Sudano per cercare di diventare bravi come i loro idoli. Come Basso.

E questa gente ha una responsabilità; quello che fanno influenza questi ragazzi. Se bari, come in questo caso, fai passare il messaggio che per vincere tutto è ammesso. Che la vittoria è la cosa più importante. Il risultato è che molti ragazzi o decideranno che barare è il modo giusto per andare avanti oppure che tanto barano tutti e quindi è inutile continuare se non vuoi farlo anche tu.

Doparsi è un tradimento. Tutti noi dovremmo chiedere i danni a chi bara. Perchè ci toglie il bello delle vittorie a cui abbiamo assistito. Comportarsi in campo come certi calciatori è un tradimento. Influenzare gli arbitri è un tradimento. Simulare un fallo è un tradimento. Sono tutti comportamenti di gente che ha potere e viene meno alla sua responsabilità.

Leggo molte parole che sembrano quasi descrivere Basso come un eroe, per aver avuto il coraggio di confessare. Sento dire che non dobbiamo lasciarlo solo, che bisogna sostenerlo. Beh non ci sto. Se io rubo e poi confesso per tutti sono un criminale per aver rubato, non un erore per aver confessato.

Chi bara nello sport, in qualunque modo o forma, viene meno alla sua responsabilità. E confessare è solo fare il proprio dovere, non è un atto eroico. Eroico e non barare e accettare la sconfitta magari. Per cui per me Basso va punito, punto e basta. E anche severamente. Una seconda possibilità non la si nega a nessuno, per carità, ma io non crederò più alle sue vittorie. E come lui vanno puniti tutti coloro che barano, che si comportano in modo antisportivo, che mettono la vittoria davanti a tutto, il risultato davanti al gesto.

E’ utopia lo so. I tifosi, di qualunque sport, osannano i vincitori e dimenticano gli sconfitti. Il problema, forse, non è nemmeno Basso. Siamo noi. Noi che vogliamo la vittoria, che vogliamo la fama, che vogliamo l’umiliazione dello sconfitto. Noi che, non potendo averla, la vittoria, la pretendiamo dai nostri beniamini. Noi che alle partite di calcio dei ragazzini offendiamo gli arbitri. Noi che conosciamo solo due parole; vittoria e sconfitta. E nel mezzo niente.
Ecco perchè sto fuori dalla gara. Ecco perchè sono nessuno.



convivenza

8 05 2007

mi è difficile a volte far convivere le relazioni reali con quelle digitali.

Questo mio blog è letto da poche persone e quelle poche persone che lo leggono lo fanno perchè mi conoscono personalmente.

Questo mi crea qualche problema. Ci sono tante cose che mi porto dentro e che avrei voglia di buttar fuori, con un fine quasi terapeutico oserei dire. E questo blog sarebbe il posto giusto per farlo. Il problema è che queste stesse cose non sono pronto a condividerle con le persone che conosco dal vivo.

Quindi come si fa? Certo, una persona sana non avrebbe problemi a scrivere qualunque cosa qui perchè tanto, se lo scrivi qui, allora lo hai già condiviso. Se puoi dirlo al mondo allora perchè non puoi dirlo a chi ti conosce? Ma io non sono sano, non lo sono mai stato. E trovo più facile parlare ad un mondo che non mi conosce che a poche persone che mi conoscono. Ecco perchè cerco di essere nessuno. Se sono nessuno posso dire ciò che voglio, perchè tanto uno lo legge e poi mica sa associarlo realmente ad una persona.

E quindi? E quindi non ve lo dico quello che volevo dirvi perchè non voglio dirvelo a voi che leggete e mi conoscete. Vorrei dirlo solo agli altri che non mi conoscono. Solo che quelli che non mi conoscono questo blog mica lo leggono. E quindi finirei per dirlo solo a voi, a cui non voglio dirlo.

Sono confuso. Si era capito? Forse dovrei fare un post e poi fare a meno di pubblicarlo. Però così sembra meno terapeutico. Potrei fare un post privato che si può leggere solo sapendo la password. Ma poi per avere la password mi devi contattare così te la posso dare. Solo che poi magari leggi e finisce che alla fine mi conosci. E a quel punto mi darà fastidio che tu abbia letto quello che ho scritto solo per quelli che non mi conoscono.

Forse è meglio se non scrivo. Magari si, ma su un pezzo di carta che tengo a casa mia. Anzi, potrei scriverlo su un pezzo di carta e lasciarlo in giro per la città. Poi chi lo trova lo legge ma mica sa che l’ho scritto io.

Vuoi vedere che alla fine mi è pure venuta un’idea carina. Che sicuramente già esiste. Anzi anni fa credo di aver letto di un diario su cui uno scrive un po’ e poi lo passa ad un altro e via così. Solo che in questo modo non legge nessuno.

Ecco, ci vorrebbe un blog anonimo pubblico. Come una grande bacheca, In cui tutti i nessuno di questo mondo possono andare e lasciare un messaggio come il mio. Senza firmarsi però, così nessuno degli altri nessuno sa che l’hai scritto tu. Ma tu lo sai. E gli altri leggono, capiscono, commentano ma non ti conoscono.

Esiste un posto così? Esiste il muro del pianto dei nessuno come me?



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4 05 2007


la piramide

3 05 2007

ieri sera c’era la semifinale di Cempions lig. Non faccio commenti sulla partita, sul risultato, sui simpatici amici con cui l’ho guardata e sulla bruciante sconfitta a tennis subita nel post- partita con il wii.

Voglio invece puntare l’attenzione sulla lingua dei commentatori di partite di calcio. Voglio capire come mai un giocatore non gioca più una bella partita ma almeno una sontuosa partita. Perchè un attaccante non è più in ottima forma ma giganteggia in area.
Ma soprattutto qualcuno mi spiega perchè il gol del 3 a 0 è stato di “piramidale importanza” per il milan?

P.S: partita guardata su sky ascoltando Caressa e quell’altra inutile voce al suo fianco (perchè non chiamano me a fare il co-conduttore, costo meno e direi le stesse cose inutili)



è arrivata betty

3 05 2007

dopo Caren anche Betty esce alla luce del sole!

Che dire, sono belle soddisfazioni che hanno diversi risvolti positivi. Il primo è che puoi far vedere ai tuoi genitori che comunque stai facendo qualcosa, e anche se non riesci ancora a spiegare esattamente cosa almeno cominciano a pensare che non sei solo scappato in mezzo alla campagna a fare qualcosa di illegale.

Poi c’è una bella iniezione di fiducia che alimenta il proprio ego e permette di guardare alle prossime attività da fare con nuovo entusiasmo e di dare alle difficoltà, incontrate e da incontrare, un valore diverso.

In bocca al lupo a Betty quindi sperando che, a breve, anche le sue amiche riescano a trovare un lavoro così interessante e utile.



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3 05 2007