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18 01 2007-
iniziativa di Silvio Scaglia (fondatore di Fastweb) simile a joost (fu veniceproject)
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are we relatives?
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come pre-annunciato in un post precedente, è attivo il servizio di connessione in wifi nel mio paese. Sto cercando di capire se ne vale la pena. Certo, non ci sono offerte alternative da valutare però almeno voglio essere sicuro di pagare il giusto e non di farmi spennare solo perchè è l’unica soluzione disponibile. Qualche suggerimento?
negli ultimi giorni mi sono rimaste impresse due cose viste, o meglio, sentite in televisione.
La prima l’ha detta Antonello Venditti da Fazio; non ricordo le parole esatte naturalmente ma il concetto era più o meno che la serenità è un obiettivo “mediocre”.
Sosteneva che non si può puntare alla serenità ma bisogna puntare ad essere felici anche se questo significa rischiare di soffrire. In sintesi non è giusto accontentarsi della serenità per paura di soffrire.
La seconda l’ho sentita nel telefilm Everwood che va in onda alle 20 su Italia 1; c’era questa ragazza di 18 anni che voleva farsi una mastectomia totale preventiva perchè c’erano forte possibilità che avesse un tumore al seno come la madre e la sorella. Voleva fare questo intervento per evitare di soffrire in futuro ma quando l’ha detto al fidanzato lui l’ha lasciata. E lei ha detto che non si può fare a meno di soffrire e quindi è più giusto cercare di essere felici rischiando di soffrire che cercare di non soffrire perchè non si può evitare e si rinuncia invece ad essere felici.
Forse in questo periodo sono sensibile al tema ma me lo chiedo spesso; quanto sono disposto a rischiare per essere felice? A guardarmi indietro credo siano più le volte in cui ho avuto paura di quelle in cui ho rischiato.
Ma quanto ho rischiato ne è valsa la pena.
likemind è un’idea che ha alcuni punti in comune con il barcamp ma, a differenza di quest’ultimo, è meno organizzato. In pratica si tratta di colazioni aperte organizzate in un bar della città (attualmente viene fatto in alcune città USA e Oslo) in cui ci si incontra per chiacchierare bevendo un caffè e mangiando una brioche. Diciamo che è un ritrovo meno organizzato e più estemporaneo di un barcamp; non c’è un argomento ma sono definiti solo i nomi di chi accoglie le persone. Il suo limite secondo me è la forte localizzazione; difficile partecipare se non si vive nella città in questione. In Italia i barcamp stanno risquotendo un certo successo e la gente si sposta per partecipare perchè la qualità e la quantità dell’evento giustificano una trasferta. Sinceramente preferirei però la libertà un po’ più naif di likemind. Purtroppo credo che in Italia sarebbe praticabile in poche città, in cui il numero di potenziali partecipanti è superiore e quindi la possibilità di avere un’effettiva circolazione delle idee maggiore. Nelle cittadine di provincia, dove mi muovo abitualmente, credo che i partecipanti rischierebbero di essere sempre gli stessi.
Alcune info su come è nata l’iniziativa qui.
Martedì sera ho assistito ad una conferenza di Stefano Montanari, un professore che si occupa di ricerche nel campo delle polveri sottili e delle nano particelle. Il professore è diventato famoso dopo che gli è stato tolto il microscopio elettronico che utilizzava per le sue ricerche; Beppe Grillo si è interessato al caso e sta raccogliendo i soldi per comprargli un nuovo microscopio che sarà ancora più potente.
Insomma, la manovra di togliergli il microscopio è stata poco intelligente visto che stanno lavorando comunque, avranno
un microscopio migliore, hanno ricevuto molta attenzione dai media e sono stati trasformati in “martiri”.
La conferenza era organizzata dal gruppo meetup Grillitreviso, legato a Grillo, ed ha avuto un ottimo successo, considerato che si tratta di un paese di provincia. La sala era quasi piena.
Durante la conferenza sono stati toccati molti temi e cercare di raccontare tutto sarebbe impossibile.
Ho raccolto molti appunti e non ho il tempo per dargli una forma migliore per qui li raccolgo qui di seguito così come li ho raccolti, spero in futuro di trovare il tempo di dargli una forma un po’ più leggibile.
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if your immagination has no boundaries, be ready to join zooppa.
sembra la moda del momento però non ho ancora capito realmente a cosa serve! Ho creato il mio account e ci ho giocato un po’ ma forse perchè non ho un network molto esteso non ci ho trovato una reale utilità. Devo ancora capire perchè è importante sapere cosa stanno facendo le persone che conosco e, soprattutto, perchè è importante che sappiano cosa sto facendo io! Intanto però michele ci ha fatto TwittLED che è assolutamente inutile ma assolutamente divertente.
P.S: scopro solo ora che michele, che lavora a 4 metri da me, ha un nuovo blog. Le vie della comunicazione sono strane.
PP.SS: vedo ora che dal mio profilo twitter sembra che sto navigando da 4 giorni … chissà dove sono arrivato!